Non vedo, non sento, non parlo, non faccio però CRITICO!
Eccomi qui, come per magia appaio e scompaio… Siamo seri, l’avevo già detto, vi leggo sempre (quando posso) ma non ho molto tempo per scrivere e poi ultimamente a Brognaturo sono stato poco. Son venuto il pomeriggio del 5 febbraio, giorno della festa patronale, e c’era un freddo tremendo, sono ripartito la mattina dopo senza poter attingere nulla da scrivere su questo blog. Ma veniamo al dunque. Mi sembra di capire che ormai la questione principale discussa su questo sito sia la mia identità oscura e non le sorti di questo paese, ma andiamo per ordine.
Rispondo al sig. Cosimo dal Canada dicendo che nessuno vuole degradare l’immagine di Brognaturo attraverso questo blog ma si desidera sottolineare l’importanza di certi problemi mai risolti. Il riferimento nel post il parco delle serre non è diretto a Brognaturo ma alle istituzioni che hanno voluto un parco in questo territorio senza provvedere a migliorarlo ma preoccupandosi solo ad aprire uffici per occupare poltrone. E qui rispondo anche a Letizia sulla filosofia del “mi ndi futtu” (me lo sono fatto tradurre: me ne frego, nel senso peggiorativo del termine). Se tra i giovani di Brognaturo venisse fatto un referendum sul “Suicidio di Massa” qui passerebbe con il voto all’unanimità; c’è un vuoto d’anima ed un’indolenza che nemmeno immagini!
Tutti nascondono la testa sotto la sabbia come gli struzzi senza fare nulla, affermando solo il loro individualismo che sfiora l’ignoranza più bieca. E così facendo come possono pretendere che cambino le cose? Tirano il sasso e nascondono la mano, scrivono e aggrediscono verbalmente le persone però non hanno il coraggio di uscire allo scoperto e di contestare “i potenti”, coloro che concedono raccomandazioni in cambio di qualche misero voto (a buoni intenditori…).
Lo spirito costruttivo è riscontrabile solo nei giovani che hanno incontrato altre culture fuori da Brognaturo… Rimbocchiamoci le maniche e ricordiamo ciò che disse Samuel Johnson: “Se visiterete Paesi migliori, potrete imparare a migliorare il Paese vostro. Se la sorte vi conduce verso Paesi peggiori, imparerete ad apprezzare il luogo dove abitate”.
11 Marzo 2008 alle 02:41
“Egregio Signore”,
la questione non verte su chi Lei è o non è….., ma su chi sono i Brognaturensi ?
Per capire bene chi sono, bisogna sapere da dove vengono. Del paese di Brognaturo non si trova traccia nelle documentazioni normanne, Sveve, e angioine rimaste fino a noi.
Un documento del periodo aragonese risalente agli anni 1457-1458 rileva l’esistenza del casale di Brognaturo che doveva esistere già da tempo per essere presente nell’elenco dei casali tassati.
La storia di Brognaturo, è legata a quella del convento dell’Annunziata, fondamentale nella crescita socio-culturale, oltre che spirituale dei Brignaturesi.
“In termini filosofici, ogni oggetto ha un’essenza e un’esistenza. Un’essenza, cioè un assieme costante di proprietà; un’esistenza, cioè una certa presenza effettiva nel mondo. Molti credono che prima venga l’essenza e poi l’esistenza… Tale idea trova la sua origine nel pensiero religioso… E per tutti coloro i quali credono che Dio crei gli uomini, bisogna pure ch’egli l’abbia fatto riferendosi all’idea che aveva di loro. Ma anche quelli che non hanno la fede hanno conservato l’opinione tradizionale secondo cui l’oggetto non esisteva mai se non in conformità con la sua essenza; e l’intero XVIII secolo ha pensato che vi era un’essenza comune per tutti gli uomini, chiamata natura umana. L’esistenzialismo reputa, al contrario, che nell’uomo, e solo nell’uomo, l’esistenza precede l’essenza. Ciò significa semplicemente che l’uomo anzitutto è, e che poi è questo o quello”.
L’essenza che l’uomo si crea non è un’essenza universale; egli si crea quei caratteri specifici della sua individualità, e li crea attraverso la sua libera “scelta”.
Certo, la scelta non è assolutamente incondizionata; essa ha luogo nell’ambito delle possibilità che caratterizzano la situazione di ciascuno.
“L’uomo non è che una situazione. È totalmente condizionato dalla sua classe sociale, dal suo guadagno, dalla natura del suo lavoro, condizionato fin nei sentimenti, fino nei suoi pensieri”.
Pur cosi condizionato, tuttavia l’individuo, e solo lui, “decide” sul significato della sua condizione. Dunque l’uomo “sceglie se stesso” ma “non nel proprio essere” bensí “nella sua maniera di essere”. È lui che sceglie obiettivi, scopi, valori, e decide in conseguenza, ed agisce con le modalità di comportamento ch’egli stesso ha stabilito. Ed è libero al punto che le scelte precedenti non lo condizionano totalmente; può infatti riesaminare le decisioni assunte, rimettere in discussione le scelte riformare continuamente gli obiettivi, riformulare scopi e valori. Questo potere di scelta, che investe anche il campo degli scopi e dei valori, non ha alcun punto di riferimento; si sceglie senza punti d’appoggio, senza un criterio preordinato. Certo, c’è una “scelta profonda” che dà senso a tutte le nostre decisioni particolari; ma essa non è modellata su un criterio esterno alla nostra esistenza anzi “fa tutt’uno con la coscienza che noi abbiamo di noi stessi”. L’uomo dunque è radicalmente libero; non solo negli “atti volontari”, ma anche nelle emozioni, nei sentimenti, nelle passioni. Anzi la libertà è il contrassegno che caratterizza specificamente l’esistente, lo caratterizza nel suo quid proprium.
Ci è stato possibile comprendere come la realtà umana sia il proprio nulla. Essere, per il per-sé, è annullare l’in-sé che esso è. Cosi stando le cose la libertà non può esser null’altro che questa nullificazione. È in virtú sua che il per-sé sfugge al suo essere nel senso di essenza, è in virtú sua che esso è sempre qualcos’altro da ciò che si può dire di lui. Dire che il per-sé ha da essere ciò che è, dire che esso è ciò che non è nel mentre non è ciò che è, dire che in lui l’esistenza precede e condiziona l’essenza… equivale a dire che l’uomo è libero………lu Brignaturisu……????????????
(L’essere e il nulla) di Santre
16 Marzo 2008 alle 01:41
La Roma vince di rimonta il posticipo serale della 28a giornata del campionato con il Milan.
2-1 il finale all’Olimpico: rossoneri passati in vantaggio con Kakà, si fanno riprendere con Giuly e poi da Vucinic.
Dispace Luca, meglio così..